Un ricordo di Ida Nappel’baum

10 Giu

 Ida Nappel’baum  

Anna Achmatova

 

Aleksandr Blok

Ida Nappel’baum (1900-1992), poetessa e fotografa russa, era la figlia maggiore del celebre fotografo ritrattista Moisej Nappel’baum (1869-1958), autore di molti famosi ritratti di rivoluzionari, letterati e scienziati. Ho trovato nel sito russo yandex questa sua breve poesia dedicata a Anna Andreevna Achmatova, con un suo bel ricordo della stessa e di Aleksandr Blok, che ho voluto tradurre per il mio blog.

Ida Nappel’baum

*  *  *

                              A. A. A.

Tre carte! Tre carte!

In esse la forza della magia…

Tre segni! Tre segni!

La sorte li ha donati al paese

E con le iniziali ha creato una lira.

Tre mosse, tre scrosci,

Come eco di sala da concerto,

Un trifoglio sullo specchio di uno stagno,

Tre banchi di ghiaccio, tre portali del Reno

La sua triplice A.

     “Nel mese di agosto 1921 è morto Aleksandr Blok. Per noi giovani che iniziavamo allora il nostro cammino, lui non era un Maestro, non era un Patrono e nemmeno un Ideologo. Era Blok – la nota suprema del suono, la luce perpetua di una stella.

     Solo due mesi fa ho salito queste scale per consegnare una fotografia-ritratto, destinata a restare l’ultima immagine del poeta. Mi ha aperto lui stesso. Sono entrata nel suo studio e a lungo, forse troppo a lungo, sono rimasta muta in piedi a guardare i suoi occhi senza fondo.

     Adesso ero venuta di nuovo a salutare il Poeta scomparso. Le scale, tutta la casa erano piene di gente. E poi il lungo, lungo e lento cammino fino al cimitero Smolensk. Seguivo il feretro con a fianco mia sorella Federica. Intorno a noi gli amici – Konstantin Vaginov, Nikolaj Čukovskij con la moglie Marina, Šura Fedorova, Pavel Luknitskij, Valentin Miller. Davanti, sulle spalle degli amici, la bara scoperchiata del Poeta.

     La piccola cappella del cimitero. L’ondata di gente mi ha spinto in fondo, proprio a un passo dalla bara. Vicino ai miei occhi c’era un viso stanco, sofferente, ma bellissimo.

     È iniziata la cerimonia funebre. Il coro ha cantato. Gli occhi di tutti però non erano rivolti all’altare e nemmeno alla bara, ma al punto dove mi trovavo io. Ho

cominciato a guardarmi intorno, cercando di capire il motivo, e ho visto dietro di me la figura alta e snella di Anna Achmatova. Le lacrime le rigavano il pallido viso. Lei non le nascondeva. Tutti piangevano e il coro cantava. Ed io in piedi sussurravo come una preghiera la poesia profetica di Blok”:

La fanciulla cantava nel coro della chiesa…

La fanciulla cantava nel coro della chiesa

Della gente stanca in terra straniera,

Di tutte le navi che erano in altomare,

Di chi non ricordava più la gioia vera.

La sua voce volava fin nella cupola,

E un raggio sulla bianca spalla brillava,

E ognuno dal buio vedeva e sentiva,

Il bianco abito che nel raggio cantava.

E a tutti pareva che la gioia verrà,

Che un quieto golfo le navi hanno trovato,

Che in terra straniera la gente stanca

Una migliore vita ha già iniziato.

E la voce era dolce, e il raggio era tenue,

E solo alla Porta Reale, lassù,

Iniziato ai misteri, – un bambino piangeva

Per chi indietro non tornerà mai più.

(C) by Paolo Statuti

Pubblicità

Una Risposta a “Un ricordo di Ida Nappel’baum”

  1. antonio sagredo giugno 10, 2022 a 4:53 PM #

    Si fa fatica ad immaginare che Ida N. sia morta nel 1992, praticamente una nostra contemporanea…. fotografa notevolisima più o meino quanto il padre Moisej N. : una famiglia di celebri fotografi a cui dobbiamo foto di gran valore storico-letterario.
    Questa famiglia mi fa pensare ad una altra famiglia russa di gran talentuosi fotografi: la famiglia BULLA, in specie Viktor Bulla fotografo della Rivoluzione e di grandi poeti e artisti, ma finito male nel 1929 (e sappiamo come).
    Le loro testimonianze sono preziosissime, non solo per le foto loro, quanto perché scrissero di coloro che fotografarono, come la testimonianza di Ida N. qui riportata e che mi ha fatto ricordare la commovente poesia della SAchmatova scritta poco dopo il funerale di Blok, definito da lei “il purissimo cigno”.
    Che dire? Si resta sbalorditi di fronte a queste foto, si resta ancora più attoniti che l’intelligentja russa , sia sempre stata oprressa dal Poetere del Cremlino e oggi viviamo tristissimi giorni a causa di quelle persone che si comportano come un’orda di mogloli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: