Archivio | luglio, 2020

Irina Samarina-Labirint

27 Lug

    

La poetessa si presenta così: «Mi chiamo Irina, sono nata il 15 aprile 1981 nella città di Poltava in Ucraina, dove sono sempre vissuta. Fin dall’infanzia ho scritto in russo…Non leggo mai testi su come scrivere poesie in modo corretto e professionale, perché a mio avviso essi devono essere dettati dall’anima, non dalla testa… Solo allora i versi nascono autentici e sinceri. Essi non possono essere inventati, ma si possono sentire e trascrivere…Fin da piccola io annoto tutto ciò che mi detta l’anima. Le mie poesie sono per la gente semplice, per questo prometto di spartire coi lettori i miei nuovi pensieri… In fin dei conti, scrivo perché qualcuno ne ha bisogno, forse anche tu.. Voglio che le mie poesie scritte dall’anima, siano lette da un’altra anima. Nel mio blog registro i diritti d’autore! Raramente leggo le recensioni e non posso rispondere ad esse, perché la famiglia e il lavoro hanno la precedenza, e non posso permettermi di riposare e passare il tempo a chiacchierare in internet, per questo mi scuso con tutti coloro che scrivono un giudizio negativo proprio nelle recensioni».

     Chi conosce le mie poesie e le mie teorie sulla Poesia in generale le ritroverà fedelmente rispecchiate in queste parole della poetessa.

     Irina Samarina-Labirint ha cominciato a recitare le sue poesie quando aveva 4-5 anni. Da allora tutta la sua vita è legata alla poesia. A scuola scriveva sempre le esercitazioni in versi. All’inizio gli insegnanti erano sorpresi e perplessi,  ma ben presto si abituarono al suo modo di fare i compiti. La materia preferita era la lingua russa. Si è sposata a 18 anni col suo primo amore. Ha due figli David e Lev.

     A 14 anni anni pubblicava per la prima volta le sue poesie sulle riviste locali  e a 16 anni è uscita la sua prima raccolta in poche copie per gli amici. Il primo vero libro con una consistente tiratura è stato pubblicato nel 2012 grazie al sostegno finanziario dei suoi lettori, per aiutare la sua famiglia e per diffondere la conoscenza della sua creazione. Il secondo libro è apparso nel 2015 per iniziativa di una giovane russa residente in America, innamorata della sua poesia. Il terzo libro è stato finanziato da un suo lettore di Mosca e il quarto, nel 2018, grazie a una colletta di lettori di Kiev. Il suo nome e la sua ceazione stanno diventando sempre più popolari.

     Nei momenti di tristezza ama guardare il cielo, proprio di notte con la luna e le stelle. Il cielo la calma e l’addormenta come una ninna-nanna. La madre racconta che fin da piccola Irina guardava a lungo il cielo.

     Nella sua poesia troviamo l’amore, la tolleranza, la compassione, Dio e una profonda esperienza della vita con tutti i suoi paradossi. La poetessa è riuscita a sentire e a documentare sulla carta tutti i tratti dell’anima umana. È una stella luminosa nel firmamento della letteratura russa.

Poesie di Irina Samarina-Labirint tradotte da Paolo Statuti

Oggi Dio si è svegliato presto…

Oggi Dio si è svegliato presto…

Ha letto le lagnanze e le richieste

E alla gente da una brocca senza inganno

Ha versato nel cuore ciò che essa voleva…

Ma non tutti i cuori erano aperti,

Non in tutti c’era posto per il Prodigio.

Dall’invidia, dall’astio la porta era chiusa,

O l’avidità non lasciava versare il successo…

A qualcuno il cuore è colmo

Di tristezza e dolore, che disgrazia!

E a Dio dispiace che esso sia nascosto…

Voleva versare l’amore, ma dove?

E Dio era triste perché gli uomini non sanno

Purgare il cuore e l’anima dalle offese,

Il loro cuore cogli anni impietrisce,

Il cuore si trasforma in granito…

Ma Dio andava, guardava e sorrideva,

Quando incontrava i cuori innamorati.

Prendeva la brocca e con tutta l’anima

Versava loro la felicità nel cuore…

Ma la gente a poco a poco sperperava

La felicità avuta in dono da Dio

E imputava la perdita a quelli intorno,

Anziché cercare la colpa in se stessa…

Se noi potessimo perdonare e credere,

Amare, ringraziare e tollerare,

Dio potrebbe misurare la felicità non a gocce,

Potrebbe dare l’intera magica brocca…

Oggi Dio si è svegliato all’alba.

Una grande cassa di richieste ai piedi…

E accanto solo una busta senza richieste:

«Mio Dio, Ti ringrazio con tutto il cuore…»

2013

Un giorno tutto se ne andrà senza ritorno…

Un giorno tutto se ne andrà senza ritorno…

Sentimenti, speranze e sogni.

Ciò che viene dall’anima è sempre gratis,

Dalla tenerezza alla calda bontà…

Ma se sapessimo che un giorno

Vedremo i nostri cari per l’ultima volta,

In quel momento sarebbe importante

Non ciò che sarà domani, ma adesso…

Adesso viviamo…Baciamo, abbracciamo…

Oggi spesso litighiamo per niente,

E domani forse ci insulteremo,

Ma ieri non lo faremo tornare.

Ce ne andiamo e a volte ci lasciano…

Vanno da altri anche nei cieli…

Gli occhi come nuvole versano gocce.

Nera come pece è la striscia della vita…

E non ci saranno incontri prodigiosi,

E non torneranno le sincere dichiarazioni…

Ciò che sarà domani non m’interessa.

La vita è adesso e questo conta…

E se c’è a chi dichiarare l’amore,

Chi abbracciare, a chi dire «Scusa»,

Bisogna farlo senza esitare,

Non troverai la strada del passato…

E neanche il futuro potrai raggiungere,

Non vi arriverà l’alato aeroplano…

Oggi bisogna rallegrarsi della vita,

Affrettarsi dove ti aspettano con ansia.

Tutti i piani possono crollare in un istante…

L’unica cosa realmente giusta –

Non rimandare l’amore, i cari e la felicità

A domani, che potrebbe anche non venire…

Anche la gente forte si abbatte…

Ma la gente forte si abbatte in silenzio,

Con un sorriso sul pallido volto…

Avendo rifiutato il chiasso delle PR,

La vita da lacchè in un palazzo…

Non nasconde di essere stata felice,

Avendo provato la libertà dell’anima.

E quelli di argilla non amavano questa gente,

Perché fatta di lega inflessibile…

La gente forte che barcolla dal dolore

Non incolpa mai gli altri

Di essersi piegati per profisso,

Di aver dato via la coscienza per un favore…

Di essere diventati da amici nemici,

Invidiando successi e vittorie altrui,

Di rallegrarsi delle cadute di un amico,

Con questo degradando se stessi.

La gente forte non salva a parole

E tacendo risolve le questioni…

Anche se la croce è troppo gravosa,

Si spezza entrambe le ali

Ma continua a portarla su di sé,

La croce non è data ai deboli.

E il Signore stesso solleva i forti

Dalle fosse scavate dall’invidia…

La gente forte non guaisce, non insegna,

Essendo già un esempio…

Per essa il cielo fosco non è una disgrazia,

Più importante è il sole nell’anima…

Chi vuole – otterrà! Chi crede – potrà!

Chi perdona è degno di amare…

Anche se la gente forte si abbatte,

Essa recupera le forze…

2017

Salve, novella aurora…

Salve, novella aurora! Mia barca d’invisibile speranza…

Anche le gocce di pioggia suonano solenni al mattino.

Come non credere che sei unica e la migliore?!

Io amo del nuovo giorno il celeste timido sguardo…

Tu vieni, e la notte si congeda da te sorridendo,

Abbraccia la luna nelle bianche nubi ricciute.

E, già sveglia, l’anima vibrerà di musica mattiniera.

Sono le gocce di pioggia che ridono sui rami.

E cadono giù, percorrendo parchi e viali,

Canticchiando un motivo che dà la gioia di vivere.

Non sarò triste! Non devo, non voglio, non posso!

Queste gocce oggi cadono per il bene dell’anima.

L’aurora purifica. Fa correggere gli errori.

Fa credere nei sogni, e perdonare chi ci offende.

Io amo questa vita, anche se gioca senza regole…

Credere all’amore è l’unico senso e la sola chance.

Salve novella aurora! Tu mi sei data da Dio,

Significa che io otalaora ho tempo di goderti.

Le gocce di pioggia all’alba cantano, non piangono!

Vedere la luce o l’ombra – la scelta è di ognuno di noi!

2020

Ed essa vive proprio nel cuore…

Parlavano con me a turno la disgrazia e la quiete,

Ma non volevano tacere in nessun modo…

E l’angoscia si conficcava come acuta freccia,

Lasciandomi nel cuore la tristezza.

Io ero ospitale con gli amici inattesi…

Non ero ospitale con me stessa,

Così accogliente, che la porta del cuore era aperta.

Ma poi io l’ho sbarrata.

E a un tratto ho visto tanta luce intorno,

L’azzurro dei fiordalisi campestri…

Come uccelli le anime mi cantano sonore

La speranza, la fede e l’amore.

Non voglio spiegare niente a nessuno,

Né ballare al suono di zufoli stranieri.

E il giorno odierno è tutto ciò che ho…

E ancora – il cielo su di me!

Devo di nuovo rintracciare la mia gioia

E l’ingenuità dell’anima sensibile.

Nel cuore sono tornate quiete e ospitalità,

E l’amore e la voglia di vivere…

Per i cari, per gli amici, io vivo ogni istante,

Ma per gli estranei la porta è inchiodata.

Così hanno deciso in alto, perché io resti tra i vivi

Un minuto, un giorno o un anno…

Delle vuote promesse e sciocche speranze

Da tanto tempo non è rimasto niente…

Solo il suono del silenzio e la breccia dell’anima,

E sul cuore una serratura pesante…

Berrò il silenzio come da una sorgente,

Abbraccerò il sorgere del sole arrossato.

Mi credevo dalla felicità così lontana,

Ed essa vive proprio nel mio cuore…

2020

Sulle punte delle dita…

L’amore dimora sulle punte delle dita,

Generato dal mio cuore.

Così ingenuo e difficile…

Esso non sparisce come fumo.

Esso non ti dimenticherà mai,

Tu sei in ogni respiro, e raffreddi pure

La mia ragione le ardenti emozioni,

Lasciando i dubbi come peso…

Ma in ogni tramonto e in ogni aurora,

E nel canto degli uccelli al mattino,

Io ti sento, come non scorgere

L’amore che ci è stato donato?

E, sfiorando i boccioli dell’estate,

Io sento la tenerezza.

Non mi è sembrato, no non mi sbaglio,

Io semplicemente vivo e amo.

Sulle punte della dita l’amore prudente

Vive per toccare l’anima.

Non è possibile scacciarlo né offenderlo.

Esso è il motivo per cui vivere!

Ma non è davvero una felicità terrena

Amare ogni istante, ogni ora?!

E se le avversità mi affliggono,

Io so che il cielo è con noi!

L’amore è così paziente, esso ammanta…

Non c’è motivo di discuterlo.

L’amore dimora sulle punte delle dita,

Generato dal tuo cuore.

2020

(C) by Paolo Statuti

Jozefa Jucha

7 Lug

Come mi sento

Quando qualcuno mi chiede come mi sento,

gentile rispondo “grazie non mi lamento”.

Certo, ho l’artrite e non è il solo malanno:

l’asma, il cuore, parlo anche con l’affanno,

il polso è debole, il colesterolo è alto un bel po’…

ma mi sento bene, se penso all’età che ho.

A usare il bastone ora sono obbligata,

anche se scelgo la più facile strada.

Di notte l’insonnia ahimé è un tormento,

ma arriva l’alba e di nuovo bene mi sento.

Mi gira la testa, la memoria se ne va,

ma mi sento bene, se penso alla mia età.

E allora conviene tenere a mente

che quando la vecchiaia è giunta finalmente,

è meglio accettare i reumatismi se li hai,

e della tua vecchiaia non parlare mai.

Stringendo i denti rassegnati a questa sorte,

coi tuoi mali non annoiare gli altri a morte!

Dicono che la vecchiaia sia un tempo prezioso,

e sempre penso a questo quando mi riposo…

I “denti” nell’acqua,  gli “orecchi” in una scatolina,

gli “occhi” sul comodino fino alla mattina…

Prima di assopirmi io mi chiedo a volte:

“Ma sono tutte le parti che vanno tolte?”

Da giovane (lo dico senza esagerare)

le corse e le flessioni mi era facile fare.

Nell’età media tanta forza avevo ancora

e ballavo senza stancarmi fino all’aurora…

Ma ora da vecchia la solfa è cambiata,

quattro passi fino al negozio e torno stremata…

Per quelli che invecchiano un consiglio da amica:

stringano i denti e scherniscano la vita.

Riprendano  le “parti” lasciate la sera,

leggano i necrologi con una preghiera,

se in essi non figura il loro nome,

vuol dire che sono sani e stanno benone.

Ode alla vecchiaia

Che vita è mai nella GIOVINEZZA!?

Non senti il fegato… le ossa… il cuore…

Dormi come un sasso, bevi quanto vuoi…

E la testa quasi mai ti duole.  

Pensa invece alla tua età MATURA!

Che mostra della vita tutto l’incanto…

Quando a respirare fai fatica…

Ti dolgono i ginocchi…

Sulle scale hai l’affanno…

Il cuore come un idiota ti batte veloce…

Ma in ogni istante senti che SEI VIVO!

Perciò non ti lagnare per qualche motivo,

Adesso hai tutto ciò che da giovane

Non hai provato. Ma VIVI ANCORA!

Perciò anche se a volte hai mal di reni,

Rallegrati di ogni giorno

E fottitene dei problemi!!!

(Traduzione di Paolo Statuti)