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Jan Brzechwa: Tre poesie

9 Mar

Jan Brzechwa: Tre poesie per bambini tradotte da Paolo Statuti

 

Il fiammifero

Diceva il fiammifero orgoglioso:

– Mostratemi uno coraggioso,

Che con me possa competere qua,

Quando a un tratto cala l’oscurità.

Davvero il sole non vale niente

Col suo volto dorato e lucente,

Solo di giorno c’è il suo splendore,

Mentre il mio c’è a tutte le ore!

– Oibò, oibò! –

La candela esclamò.

 

Il fiammifero rispose fiero:

– Potrei bruciare il mondo intero,

E benché non sia uno che si vanta,

Anche la Vistola – tutta quanta.

Quindi, dopo averci pensato un po’ su,

Saltò nel fiume e non bruciò più.

E così finì la presunzione

Di quel fiammifero fanfarone.

– Oibò, oibò! –

La candela esclamò.

 

Boghindo, bogondo

 

Boghindo-bogondo, un tavolo rotondo,

E sul tavolino un cestino profondo,

 

Nel cestino una mela, nella mela un vermetto,

E il vermetto indossa un verde giubbetto.

 

Dice il vermetto: – Nonna e nonno Michele,

Papà e mamma hanno sempre mangiato mele,

 

Io non ne posso più! Le mele mi hanno stufato!

Ho voglia di bistecca! – E se ne andò al mercato.

 

Strisciò a lungo e non cambiò idea neanche un istante;

Arrivò in città e andò al ristorante.

 

Nei ristoranti – le stesse usanze suppergiù:

Arriva il cameriere e gli porge il menù,

 

Ma nel menù – che spavento e che scalogna!:

Zuppa di mele e gnocchi di mela cotogna,

 

Mele bollite, mele al forno, torta e frittelle

Di mele e pizza di mele novelle!

 

Allora, vermetto? La bistecca è andata a fondo?

Boghindo-bogondo, un tavolo  rotondo.

 

Pettegolezzi di uccelli

 

Il fringuello sulla quercia si posò:

– Di sicuro oggi mi raffredderò!

 

Avrò forse anche il mal di gola,

Perderò la voce e la parola,

 

E devo dare un concerto martedì,

Da tempo l’ho promesso al colibrì.

 

Gemettero tristi le ghiande: – Ahi! Ahi!

– Come farai, fringuello, come farai?

 

Vola dal picchio, si trova sul faggio,

Che ti batta sulla schiena, coraggio!

 

La cincia cinguettò in un sol fiato:

– A quanto pare il fringuello è malato!

 

Il pettirosso andò dallo stornello:

– Lo sai? E’ successo questo e quello,

 

La cincia proprio ora ha informato

Che il fringuello è gravemente malato.

 

Lo stornello volò dall’usignolo

– Non si sa molto, ma risulta solo

 

Che il fringuello da un mese tondo tondo

E’ già semplicemente moribondo.

 

L’usignolo chiese quindi all’ara

Di preparare subito una bara.

 

Poi l’ara si rivolse al passero:

– Dammi i chiodi per chiudere la cassa.

 

Da ciò venne a sapere il colibrì

Che il fringuello sarebbe morto quel dì.

 

Ma il fringuello che non sapeva niente,

Sulla quercia stava tranquillamente.

 

Le ghiande lo informarono poco dopo

Che il concerto non avrebbe avuto luogo,

 

Perché il fringuello era appena morto,

E di certo non sarebbe risorto.

 

(C) by Paolo Statuti