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Weekend ad Amsterdam (11-14.10.13)

15 Ott

 

 

   Amsterdam: 740.000 abitanti, 600.000 biciclette, 165 canali, 1281 ponti, 22 dipinti di Rembrandt, 206 dipinti di van Gogh…una città straordinaria, dove i ciclisti sono più numerosi e pericolosi delle automobili, sbucano e sfrecciano da tutte le parti, incuranti dei pedoni, del vento, della pioggia, sono gli intrepidi e “prepotenti” padroni della città.

   Venerdì 11.10. Pomeriggio interamente dedicato a van Gogh, approfittando anche della chiusura del museo alle ore 22.00. Un dovuto omaggio al grande pittore, rinviato a lungo, un vecchio sogno che finalmente si realizza. Quanta gente! Oh, Vincent! Se tu vedessi la folla che fa la fila per ammirare i tuoi quadri! Piangeresti di gioia o di rammarico? Caro genio incompreso e infelice, ci hai lasciato i tuoi sospiri, le tue gioie, i tuoi pianti. Vincent mi ha accolto come un vecchio amico e mi ha subito rivelato alcuni segreti della sua pittura. Una cosa, infatti, è guardare le riproduzioni, e un’altra cosa è leggere da vicino , dal vivo, la sua anima, quei tocchi di pennello strisciati e fitti, ripetuti con ostinazione, scoprire quelle luci nascoste, quel delirio di colori. Davanti ad alcuni quadri mi sono fermato a lungo, come incatenato dalla musica e dalla poesia che emanavano da essi. Pittore di suoni colorati, poeta della tavolozza!

   Rembrandt mi ha ricevuto il giorno dopo con le sue luci e ombre misteriose e inquietanti, i volti inquisitori e austeri, la magica armonia dei gruppi di personaggi. 

   Nel pomeriggio la gita in battello lungo i canali: una passeggiata nelle viscere della città, una scoperta della sua vita intima tra le belle case di differenti stili e e differente storia, come quella in cui  Anna Frank scrisse il suo celebre diario.

   Domenica 13 una parentesi musicale, dopo tanta pittura: il concerto alla Concertgebouw. In programma un trio di Haydn, uno di Schumann e un quartetto di Fauré.

   E la poesia? In un certo senso neanche essa è mancata…perché mia moglie ed io alloggiavamo nell’albergo “The poet”, situato nella zona dei musei in via Jan Luyken (1649-1712), poeta e disegnatore olandese. Sulle pareti della nostra piccola stanza alcune fotografie in bianco e nero, un grande specchio e tre frasi del complesso pop inglese “Depeche mode”: “Canta come se nessuno ti sentisse”, “Balla come se nessuno ti vedesse”, “Ama come se non fossi mai stato ferito”.

   Ma è difficile raccontare questa città, essa va scoperta personalmente. Ciò che io vi ho trovato mi accompagnerà per tutto il resto dei miei giorni. Grazie Amsterdam, grazie van Gogh, grazie Rembrandt!

                                                                                                 (Paolo Statuti)

 

Ecco alcune fotografie scattate durante questo breve soggiorno

Rijksmuseum

Rijksmuseum

 

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La casa di Anna Frank

La casa di Anna Frank

Con mia moglie (sullo sfondo un megaparcheggio per biciclette)

Con mia moglie (sullo sfondo un megaparcheggio per biciclette)

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Megapercheggio per bici

Megaparcheggio per bici