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Anna de Noailles (1876-1933)

8 Gen

 

Philip de Laszlo: Ritratto di Anna de Noailles

 

 

Tre poesie di Anna de Noailles tradotte da Paolo Statuti

 

Per notizie biografiche sulla poetessa francese Anna de Noailles vedi in Treccani e Wikipedia.

 

La vita è permanente sorpresa!…

 

La vita è permanente sorpresa!

L’amore di sé, qualunque cosa si dica!

La forza di essere, sempre più grande,

La prima tra gli uguali.

La vanità per il viso,

Per il seno, i ginocchi, le mani,

Tutto il delicato paesaggio umano!

L’orgoglio che abbiamo di noi,

Segretamente. L’onore fisico,

Questa musica interiore

Attraverso la quale andiamo, e inoltre

La terra vuota, il capestro, il pozzo,

Dove a fatica cerca la morte

Il corpo ebbro di eternità.

 

– E l’offesa del cessare di essere,

Peggio anche dello stesso non essere!

 

La vita profonda

 

Essere in natura come alberi umani

Che tendono i desideri come folto fogliame,

E sentono nelle notti serene e nel temporale,

La linfa universale fluire nelle mani!

 

Vivere, avere i raggi del sole sul viso,

Bere il sale ardente del pianto e del mare,

E con calore la gioia e il dolore gustare,

Che formano un velo umano nell’infinito!

 

Sentire nel cuore vivo il fuoco, il sangue e l’aria

Turbinare come vento impetuoso.

– Elevarsi al reale e chinarsi al misterioso,

Essere il giorno che sorge e l’ombra che cala!

 

Come il colore porpora e ciliegia del tramonto,

Lasciare fluire la fiamma e l’acqua vermiglia del cuore,

E come l’alba chiara posata su un colle,

Avere l’anima che sogna ai bordi del mondo…

 

E’ stato lungo, difficile e triste…

 

E’ stato lungo, difficile e triste

Rivelarti ciò che il cuore sentiva;

La voce cresceva e poi calava,

L’orgoglio soccombeva e si feriva.

 

Io non so davvero in che modo

Ho potuto confessarti il mio amore;

Temevo l’ombra e i tuoi occhi

Che del giorno hanno il colore.

 

La nuova che ti ho portato è questa!

Ti ho detto tutto! Ero rassegnata;

 

Eppure, come un cigno ho celata

Sotto la mia ala la mia testa…

 

 

(C) by Paolo Statuti

 

 

 

 

 

Emile Verhaeren (1855 – 1916)

15 Dic

 

 

Non so dove

C’è una parte dei paesi del Nord, non so dove.

C’è una parte di una terra ferrosa,

Dove le bianche unghie della neve

Graffiano la nitrosa parete rocciosa.

 

E c’è un grande gelo, riflesso all’improvviso

Negli stagni d’argento addormentati;

E c’è la brina che aguzza e pizzica

Gli aghi dei boschi diradati.

 

E la mezzanotte sembra un blocco bianco.

Sugli stagni addormentati d’argento,

La mezzanotte pizzica e aguzza

E, come una grande mano, lava

I freddi cristalli del firmamento.

 

E c’è nella lontananza notturna

Una grande campana taciturna

Che cela la sua voce, mortalmente.

 

E c’è ancora del Grande Gelo la liturgia

E canti funebri in lunga processione…

C’è in un vecchio paese del Nord, non so dove,

Ma c’è davvero in una vecchia anima del Nord – la mia.

 

 

(Versione di Paolo Statuti)

 

 

 

Sully Prudhomme (1839-1907)

26 Ott

Sully Prudhomme

 

Il poeta e saggista francese René François Armand Prudhomme è stato il primo Premio Nobel per la Letteratura nel 1901. Questa la motivazione del conferimento del premio:

   “in riconoscimento della sua composizione poetica, che dà prova di un alto idealismo, perfezione artistica ed una rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto”.

   Mi piace sottolineare le parole “rara combinazione di qualità tra cuore ed intelletto”, in un’epoca in cui questa combinazione purtroppo è scomparsa quasi del tutto, lasciando da solo l’intelletto – freddo perché privo del calore del cuore. Ecco la sua poesia Le vase brisé nella mia versione. Da notare che essa è stata musicata da César Franck.

 

Il vaso rotto

Il vaso dov’è morta questa verbena

Per un colpo di ventaglio s’è incrinato;

Il colpo l’ha scalfito appena,

E nessun suono lo ha rivelato.

 

Ma il taglio pur se poco inciso,

Mordendo il cristallo ogni giorno,

Con moto invisibile e deciso

L’ha percorso tutto intorno.

 

La sua fresca acqua è colata via,

Il succhio dei fiori è interrotto;

Nessun dubbio ha più chicchessia,

Non toccarlo, perché è rotto.

 

Spesso anche la mano amata

Sfiorando il cuore lo ferisce;

Poi dal cuore la ferita è ampliata,

Il fiore del suo amore perisce;

 

Sempre intatto agli occhi del mondo,

Sente crescere e piangere a dirotto

La sua ferita sottile e profonda:

Non toccarlo, perché è rotto.

 

 

(C) by Paolo Statuti

 

Alphonse de Lamartine (1790-1869)

23 Set
Alphonse de Lamartine

Alphonse de Lamartine

 

Benedizione di Dio nella solitudine

 

Donde mi viene, o Dio, questa pace che m’inonda?

Donde viene questa fede che nel mio cuore abbonda?

A me che sono sempre così incerto e turbato,

E sui flutti del dubbio da ogni vento agitato,

Cercavo il bene, il vero, nei sogni dei sapienti,

E la pace nei cuori immersi nei tormenti.

Sulla mia fronte appena qualche giorno è trascorso,

E a me sembra che un secolo, che un mondo sia scorso;

E che separato da essi da un abisso immenso,

Un uomo nuovo in me sia nato, questo ora penso.

 

(preambolo)

 

(Versione di Paolo Statuti)

 

Consiglio di leggere questa poesia-preghiera ascoltando contemporaneamente il bellissimo brano musicale “Benedizione di Dio nella solitudine” di Franz Liszt, incluso nelle sue “Armonie poetiche e religiose”.

 

 

(C)by Paolo Statuti