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Adam Mickiewicz

12 Mar

Adam Mickiewicz – due poesie del più grande poeta polacco nella versione di Paolo Statuti

 

Incertezza

Se non ti vedo – non soffro, non piango,

E non perdo i sensi, quando ti guardo;

Eppure, quando a lungo non ti vedo,

Qualcosa cerco, e di vederti chiedo

E, struggendosi, si domanda il cuore:

E’ l’amicizia, o non sarà l’amore?

Quando scompari, nemmeno una volta

Riesco a ricordare il tuo volto;

Eppure spesso, anche se non voglio,

Esso  è così vicino al mio ricordo;

E nuovamente si domanda il cuore:

E’ l’amicizia, o non sarà l’amore?

Spesso ho sofferto – e non ho mai pensato,

Che il mio dolore ti avrei riversato;

Senza meta, non badando alla strada,

Non so come raggiungo la tua casa;

Ed entrando, si domanda il cuore:

M’ha guidato l’amicizia – o l’amore?

Per la tua salute la vita darei,

Per la tua quiete all’inferno scenderei,

Benché non senta un desiderio audace,

Di essere per te salute e pace.

E nuovamente si domanda il cuore:

E’ l’amicizia, o non sarà l’amore?

Quando posi la tua mano sulla mia,

Mi avvolge una serena nostalgia,

Mi sembra di morir come in un sogno;

Ma impetuoso mi risveglia dal sonno,

E a voce alta si domanda il cuore:

E’ l’amicizia o è anche l’amore?

Quando per te ho scritto questo canto,

La musa del vate non m’era accanto;

Pieno di stupore non ho compreso,

Da dove i pensieri e le rime ho preso,

E alla fine ha domandato il mio cuore:

M’ha ispirato l’amicizia – o l’amore?

 

Al mio Cicerone a Roma

                                          Alla signora Henryka Ankwiczówna

Sul tuo monumento, mio Cicerone,

Un viandante, un’ignota persona,

Come segno d’essere stato a Roma,

Ha scritto illeggibile il suo nome.

Forse presto un’ondata veemente

Lo inghiottirà; o la sabbia silenziosa

Coprirà la sua vita e le vicende,

E mai di lui sapremo qualcosa…

Voglio indovinare cosa provava,

Quando in Italia, sul tuo libro aperto,

Quel nome come epigrafe lasciava,

Unica traccia del suo cammino incerto.

Forse dopo aver a lungo pensato,

Con la mano tremante lo ha inciso?

Oppure andandosene gli è sfuggito,

Come una lacrima nel commiato?

Mio Cicerone! d’un bimbo hai le gote,

Ma sulla fronte hai la saggezza antica;

Fra i templi di Roma e le sue porte,

Tu sei stato per me l’angelo guida.

Tu sai entrare nel cuore più duro;

Con un solo tuo sguardo turchino,

Leggi il passato, e forse anche il futuro

Tu puoi conoscere del pellegrino!…

 

(vedi anche in questo blog Due ballate di Adam Mickiewicz)

 

(C) by Paolo Statuti