Due poesie russe sull’Italia

16 Lug

Due poesie russe sull’Italia

   Della poetessa Anna Radlova (1891-1949)  sto preparando un post con alcune poesie. Una di queste è dedicata all’Italia, ed è stata scritta nel 1916. La sorte ha voluto che 100 anni dopo, un’altra poetessa russa, Julia Pikalova, altrettanto bella e degna di tale nome, abbia scritto la sua poesia Italia dedicandomela. Con profonda gratitudine verso le due poetesse, vi propongo le due poesie, felice di averle tradotte entrambe in italiano.

Anna Radlova
Julia Pikalova

Anna Radlova

Italia

Similmente al sangue, sparso perché

Un canto nascesse e non fosse obliato,

O patria di Dante e Filippo Lippi,

Il tuo nome è dolcissimo e beato.

E di nuovo, sognando la patria straniera,

Al nord, dove l’estate è così ristretta,

Che gli occhi non osano invaghirsi del sole, –

Io vedo la terra benedetta,

Dove, immobile, l’afa accarezza

Il corpo che canta contento

E dove battono le ali degli angeli –

Ma tra i fortunati lo chiamano vento;

E ricordo l’oro dei suoi giardini;

E le tinte dei suoi maestri santi

O innamorati; la frescura delle chiese

E il fugace profumo d’incenso e oleandri.

E io so che là, come in passato,

All’ospitalità sanno fare onore,

Sanno stendersi in terra davanti alla Madonna

E sanno anche morire d’amore.

1916

Julia Pikalova

Italia

                                       A Paolo Statuti

Italia! Della tua erede

In nessun luogo un’impronta rimane.*

Vengono verso di me due cigni bianchi,

E io non ho neanche un po’ di pane.

Assorbo il cielo, che spande generoso

Sulle onde azzurri riflessi.

Io ti canto, ma non saranno

Da te compresi i miei versi.

Lo so: qualunque cosa io faccia,

Per te non sarò in nessuna parte…

E i cigni – due bianche candele –

Si dondolavano ad arte,

E i cigni salutavano alteri,

Gli elastici colli movendo.

A un tratto un nodo in gola:

Essi mi stavano capendo!

* L’erede è il poeta straniero che non lascia impronte, perché l’Italia non lo capisce.

2016

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Una Risposta a “Due poesie russe sull’Italia”

  1. Franca Tancredi luglio 16, 2022 a 9:01 PM #

    Profonde e delicate, entrambe ci ricordano la nostra fortuna e un loro struggente pensiero di lontananza, di mancata appartenenza a questa terra, eppure così sfuggenti si fanno sentire così vicine, oltre il tempo.

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