Nikolaj Zinov’ev e Grigorij Khubulava

22 Gen

Due poeti russi viventi conosciuti per caso e da me tradotti

Nikolaj Zinov’ev (1960 – )

La poesia deve avere un senso occulto,

Perché ogni verso in essa sia pungente

E perché una donna con la secchia

Si rechi al pozzo serenamente.

Perché i versi siano senza tristezza,

E rattristino fino al pianto,

E perché ci siano alle spalle

La morte stessa e Cristo accanto.

Perché dèstino lamento e canto

E il fogliame che fruscia sulla via,

E perché ci sia in essi l’incapacità –

Quella che supera la maestria.

*  *  * 

Nella steppa, di polvere coperto,

Sedeva e piangeva un poveretto.

Passando di lì il Creatore

Si è fermato e poi gli ha detto:

“Io sono amico di poveri e umiliati,

Io proteggo la misera gente,

Io conosco molte magiche parole.

Io sono il tuo Dio Onnipotente.

A me affligge il tuo triste aspetto,

Da che pena ti posso liberare?”

E l’uomo disse: “Io sono russo”,

E Dio con lui prese a singhiozzare.

Grigorij Khubulava (1982 – )

*  *  *

Nel cuore dorme una scheggia di ghiaccio,

La neve scricchiola rumorosa,

Al crepuscolo da un granello di gelo

Sul vetro è nato un cristallo-rosa.

Sulle labbra i respiri si fermano,

Come vapore nel silenzio dissolti.

Vedi? Il cristallo arde e non si consuma

Nel fuoco solare dai mille volti.

E per nome ti chiama con voce

Che l’essere ha trafitto,

Eterno, solo, onnipresente

Chiaramente nella sua fiamma sentito.

Attraverso lo spazio, inondato di luce,

Il riflesso dell’alba si nasconde,

Tu tremi, finché in questo splendore

In te qualcosa ora si fonde.

Senti nell’aria azzurra e fredda

Una forestiera piccante calura,

Il mondo è colmo di un’eco antica:

«Seguimi, tu che non hai paura!»

*  *  *

Non ci sono salde promesse,

Rifugio non potrai trovare:

Né solide rocce o eterni edifici,

Dalla barca sull’acqua avanzare –

Dov’è più sicuro. Troppo facile

Tradire se il cuore è ignorato…

Io sono Cefas – Tuo fedele Apostolo

Che Ti ha rinnegato.

*  *  *

Listen to the hummingbird

Don’t listen to me…

Leonard Cohen

Ascolta il frullio di lievi ali

Quando il tramonto appare,

Il sospiro che ho scordato –

Loro, non me devi ascoltare.

Ascolta il flauto della libellula

Sul tuo giardino-orto,

Basso blu scuro di temporale,

A lui presta ascolto.

Che raccontino l’amore,

Ascolta con attenzione.

A che ti servono le mie parole? –

Imponderabile confusione.

(C) by Paolo Statuti

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