Il Requiem tedesco di Johannes Brahms

13 Gen

Ein Deutsches Requiem (Requiem tedesco)

di Johannes Brahms

   La più famosa musica funebre di tipo non liturgico è senza dubbio

il Requiem tedesco op. 45 di Johannes Brahms, completato nel 1868.

La morte della madre, nel febbraio del 1865, diede l’impulso decisivo

per la composizione. È sicuramente l’opera corale di Brahms più bella

e significativa. Per il testo il compositore si rifece alla traduzione di

Lutero dell’Antico e del Nuovo Testamento. Egli associò liberamente

le parti scelte: dall’esaltazione degli afflitti alle riflessioni sulla vanità

della vita terrena, alla consolazione della vita eterna che ci è stata

promessa, fino alla esaltazione dei morti nel Signore. La tromba non

chiama al Giudizio, ma annuncia la Resurrezione. Questo Requiem

che io chiamerei “dell’umanità”, anziché “tedesco”, non ha nulla di

funereo. È, al contrario, un meraviglioso inno alla speranza e un profondo

canto d’amore per Dio. Se dovesse capitarvi di essere depressi, sfiduciati,

tristi, ascoltate attentamente questa musica, seguendola con il testo che

ho preparato, servendomi della Bibbia edita dalla Libreria Editrice

Fiorentina, nella traduzione di Fulvio Nardoni. La numerazione del CD,

indicata a destra dei brani della Bibbia, coincide con la suddivisione fatta

da Brahms. Esistono molte belle esecuzioni. Io ho quella della New

Philarmonia Orchestra diretta da Lorin Maazel.

                               (Paolo Statuti)

Johannes Brahms – Requiem tedesco

Mt. 5,4          Beati gli afflitti, perché saranno consolati.          I   –   1

                                                                                                            (coro)      

Sal. 126,        Chi va, se ne va piangendo, portando

5-6                  il seme da gettare; chi torna, ritorna

                        cantando, portando i propri covoni.

1 Pt. 1, 24      Poiché ogni carne è come l’erba e la sua           II   –   2

                        gloria è tutta come il fiore dell’erba. Si               (coro)

                        secca l’erba e cade il fiore.

Gc. 5, 7         Siate dunque pazienti, o fratelli, fino alla

                       venuta del Signore. Osservate: il contadino

                       attende il frutto prezioso della terra, e con

                       pazienza aspetta, finché non abbia ricevuto

                       le piogge della prima stagione e quelle della

                       stagione più tarda.

1 Pt. 1, 24      Poiché ogni carne è come l’erba e la sua

                        gloria è tutta come il fiore dell’erba. Si

                        secca l’erba e cade il fiore. Ma la parola

                        del Signore dura in eterno.

Is. 35, 10        E coloro che sono stati liberati dal Signore            II   –   3

                        torneranno e verranno a Sion con canti

                        e con gioia indistruttibile sui loro volti; gioia

                        e letizia giungeranno, e fuggiranno dolore

                        e lamento.

Sal. 39,           Fammi conoscere la mia fine, Signore, e                III  –   4

5-8                  qual è il numero dei miei giorni, perché             (baritono

                        sappia quanto fragile io sono. Ecco, a palmo        e coro)

                        a palmo Tu mi hai dato i miei giorni e la mia

                        vita è come un niente davanti a Te. Sì, tutto

                        parvenza è ogni uomo che vive! Passa l’uomo

                        come un fantasma, parvenza è il suo agitarsi:

                        ammassa beni e non sa a chi toccheranno.

                        Ed ora che cosa aspetto io, Signore? La mia

                        speranza è in Te.

Sap. 3, 1         Le anime dei giusti sono in mano di Dio e              III  –  5

                        nessun tormento li tocca.

Sal. 84            Quanto son care le Tue dimore,                                IV  –  6

2-3, 5              o Signore delle Schiere!                                              (coro) 

                       Brama e langue l’anima mia

                       desiderando gli atri del Signore;

                       il mo cuore e le mie membra esultano

                       pensando a Iddio vivente.

                       Beati quelli che stanno nella Tua Casa!

                       di continuo Ti posson lodare.

Gv. 16,           Così anche voi siete nella tristezza; ma io                V  –  7

22-23             vi vedrò di nuovo e ne gioirà il vostro cuore         (soprano

                       e nessuno vi potrà più togliere la vostra gioia.       e coro)

Sir. 51,           Ecco, guardate: per breve tempo ho avuto

35                   fatica e lavoro, e ho trovato grande

                        consolazione.

Is. 66, 13        Come qualcuno viene consolato dalla madre,

                        così Io vi consolerò.

Eb. 13, 14       Non abbiamo infatti qui una stabile dimora,          VI  –  8

                         ma siamo in cerca di quella futura.                         (baritono

                                                                                                                  e coro)

1. Cor. 15,       Ecco che a voi dico un mistero: Tutti certo              VI  –  9

51-55               non saremo già morti, ma tutti saremo

                          trasformati, in un attimo, in un batter

                          d’occhio, al suono dell’ultima tromba.

                          Squillerà, infatti, la tromba e i morti

                          risorgeranno incorruttibili e noi saremo

                          trasformati… Allora avrà compimento la

                          parola che fu scritta: «La morte è stata

                          assorbita in vittoria. Dov’è, o morte, la tua

                          vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?»

Ap. 4, 11          Degno Tu sei, Signore e Dio nostro, di ricevere        VI  –  10

                          la gloria, l’onore e la potenza, perché Tu hai

                          creato tutte le cose e per la Tua volontà erano

                          e sono state create.

Ap. 14, 13        Beati i morti che fino ad ora son morti nel               VII  –  11

                          Signore! Sì, dice lo Spirito, affinché si riposino          (coro)

                          dalle loro fatiche, poiché le loro opere li

                          accompagnano.                                           

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