Rafael Alberti: Elegia per un poeta che non trovò la sua morte. Federico Garcia Lorca

25 Mar

Non era la tua morte quella che hai avuto.

Malamente, di proposito, ha sbagliato il cammino.

Dove vai? Gridando, non importa quanto alleggerito,

non ho fermato il tuo destino.

Morte mia svegliati presto! Alzati! Per le vie,

i tetti e le torri trema un presentimento.

A tutti i costi il fiume chiama la periferia,

a tutti i costi l’oscurità avverte il vento.

Io, per le isole prigioniero, non sapendo che la tua morte

ti aveva dimenticato, lasciando che la mia vivesse.

Dolore di averti visto, dolore di vederti

come io sarei stato, se mi corrispondesse!

Saresti dovuto morire senza portare a tua gloria

dell’ultimo lampo negli occhi l’orrore

davanti al sangue che ha duplicato la tua memoria,

ogni fiore e senza proiettile il chiarissimo cuore.

Ma se la mia morte è morta, lasciandomi la tua,

se forse lo aspettava una vita più bella e lunga vissuta,

cercherò di meritarla, finché non restituirò

alla terra la luce di una mietitura compiuta.

(Trad. Paolo Statuti)

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