Nuove poesie di Urszula Kozioł

23 Ago

Oggi pubblico alcune poesie della mia carissima amica Urszula Kozioł, tratte dalla sua ultima raccolta Znikopis (Scritti fugaci), che sarà pubblicata  nel prossimo mese di settembre dalla prestigiosa casa editrice di Cracovia Wydawnictwo Literackie.

Sul punto di partire

                         “Canto e alle Muse…”  J.K.

Credo nelle cose invisibili

nella musica non udibile

credo nelle parole non pronunciate

che restano solo presupposte

e in quelle impensabili

benché da qualche parte esistano

Credo nel grido del silenzio

credo nella capacità di superare il limite

del tempo e del territorio

tramite un verso

che sa elevarsi

da questa a un’altra lingua

leggermente spostarsi “coi piedi di piombo”

Credo che l’inesistente

mi trasformerà e illuminerà

perché io possa più quietamente

scomparire da questo mondo

senza spaventare una farfalla

assorta su un fiore

(perché presto forse proprio lei

diventerà me stessa)

La lettera dell’alfabeto

Il mondo reale sparisce

in mondi paralleli

già vivo più nel virtuale

che nel reale

Spedisco lettere a nessuno

invento risposte

cerco di attingere fiducia

dal fruscio degli appunti

Gironzolo qua e là e vago

nello scarico delle parole abborracciate

prive di senso fino alla nuda lettera

Come di nuovo collegare queste lettere dell’alfabeto?

come di nuovo metterle in ordine?

come spostarle da una parola a un’altra?

Dal chiasso

La parola dal chiasso finalmente è giunta

alla soglia della parola

affannata

non so niente

agnosco agnosco

sussurra

non è più in grado di dire alcunché

di mettere insieme

né di collegare in strofe

figuriamoci di tuffarsi

in questo suo abisso non ancora trasparente

lascia che riprenda fiato

coprila di silenzio

Nel cuore della notte

                   litania

Sei l’alta roccia

da cui nel cuore della notte

salto nel precipizio

sei questo precipizio

in cui nel cuore della notte

salto dalle alte rocce

mi trascini per i capelli

attraverso il buio sonno

interrotto nel cuore della notte

l’impenetrabile TU

che nel cuore della notte

è assai lontano da me.

Una lacrima repressa

è rimasta in gola

nel cuore della notte

               amarezza

               lontanezza

               tristezza

soltanto esse

soltanto questi stati

duraturo e duraturo

non perdendomi di vista

nel cuore della notte

l’oscurità mi ha trafitta da parte a parte

e non sono più in me

nel cuore della notte

troppo tardi

troppo tardi

mi suggerisci

il nome

l’intransigente TU

ha cancellato le tracce                                     ‘

e nessuno

verrà più da me

nel cuore della notte

dunque vi dico

andatevene

per anni non eravate con me

quando dall’alta roccia

notte dopo notte saltavo nel precipizio

che mi spogliava di me

Momenti

Le nuvole vanno per monti

le nuvole vanno per alberi

i pensieri si disperdono nell’aria

nell’aria pende il sole

nell’aria pendono gli uccelli

nell’aria il mio pensiero

erra sulle nuvole

il cuore giunge al respiro

giunge alle onde del mare

che battendo contro la riva

accompagna coi battiti del cuore

nell’aria pende la mia anima

vicino a me

la tempesta come uccello rapace

mi cade sulla testa

mi getta nefasti bagliori

ruggisce

spezza gli alberi

batte alla porta

abbatte i tetti

il mio cuore vuole saltare dalla finestra

di un invisibile grattacielo

il respiro per una strada circolare

cerca di tornare a posto.

Le foglie pendono nell’aria

un incomprensibile verso

si sparge nell’aria

e a un tratto si dilegua.

Aria

Il giardino è tutto nei gorgheggi dei colori

le tinte cantano un’aria a me nota dall’infanzia

eseguita da Amelita Galli-Curci

a   aaaa  aaaa   a

Mozart

Allora non sapevo

che fosse Mozart

l’avevamo in un disco in vinile

sfuggendo alla deportazione a opera dei Tedeschi

nell’inverno del 1942

a   aaaa  aaaa   a

Le farfalle congiungevano le ali

come per pregare

quando l’ascoltavamo con mia sorella

con la finestra aperta in primavera

l’usignolo spargeva i trilli

che rotolavano come le perle

dalla collana spezzata di Rebecca

a   aaaa   aaaa   a

l’oscura materia anni dopo

vuole accostarsi a me da dietro

e all’improvviso sta come impietrita

dunque era Mozart?

Mozart?

e Galli-Curci?

Tremendum

L’oscurità mi addomestica sempre più profondamente

mi rivolgo alle parole

chiedo la loro protezione

Ogni notte mi affido alla parola

non conosco nessun altro che riesca

a stare dalla mia parte

Le parole hanno già montato la guardia

sul mio sonno

la notte

in cui ho udito tre volte il grido del gufo

Gettando il grano agli uccelli

ho svelato loro il mio nome

forse nell’ora della verità

mi proteggeranno dal silenzio

ho piantato tre alberi

li ho salvati dal taglio

forse nell’ora della verità

mi proteggeranno dal cielo

tuttavia non vedo chi

mi proteggerà

dalla luce

prima che COLUI

al quale penso tremando

irrevocabilmente e definitivamente

mi getterà in pasto

alle tenebre.

Tempo abbreviato

Le parole saltano da una settimana

come cavalli impauriti

al galoppo sfrecciano nel campo

con la criniera arruffata

lasciandosi dietro lontano

l’eco degli zoccoli

che battono un nostalgico fado

le tue parole da tempo

non richiamano le mie parole

i tuoi occhi

non i miei sguardi cercano

mi propongo da domani

di non saperne niente

ma oggi –

ah oggi verso una botte di lacrime

il tempo non scorre

è un attimo nel finish della vita

come se volesse contenere in “oggi”

i dopodomani

non indovinerò come devo intendere

cosa per me è “adesso”

ogni “sempre”

è già una particella di me stessa

che si è abbreviata

prima di cominciare a essere.

Le tue donne

I caratteri della tua lettera profumano di un’altra donna

lo so

ti ha affascinato Marina

perché Rilke l’amava?

ma egli all’ultima lettera di lei

non rispose

benché la lettera fosse così ardente

da bruciare le labbra

ma lui di regola preferiva essere amato

da grandi dame

principesse

ma tu –

perché ami soltanto le donne

create da altri

nelle pagine dei romanzi e nelle strofe?

Omero Dante Petrarca

o Tolstoj –

tu stesso non riuscirai a scorgerla nella folla –

Sei come Ulisse che non riusciva ad amare

riusciva solo ad essere fedele

(e terribilmente geloso!)

Respinse una tale Circe

e lei subito notò i suoi falsi amici

in ciascuno di loro si celava un maiale

non le credette

ma il grugno messo a loro lo rivelò

nell’ora della verità

gli era amica

soffocando l’amore

che infiammava i suoi sensi

non solo gli permise di andarsene

ma gli diede per il viaggio

anche buoni consigli

lettere di raccomandazione

esse si rivelarono assai utili

O eroine di antiche strofe

di miti

di grandi romanzi anche dei tempi moderni

non c’è modo di rivalizzare con voi

per noi mortali,

benché scorra in voi soltanto sangue di carta

e i vostri sensi

siano generati in un fazzoletto

(quello col quale asciughiamo una lacrima leggendo i libri

sulle sventure degli amanti)…

Con niente sono giunta qui

…con niente sono giunta qui

e con niente me ne andrò

e presto sarà come non fossi mai esistita.

(C) by Paolo Statuti

7 Risposte to “Nuove poesie di Urszula Kozioł”

  1. giorgio linguaglossa agosto 24, 2019 a 6:56 am #

    Una brava poetessa scovata dall’infaticabile Paolo Statuti

  2. facasus agosto 24, 2019 a 7:24 am #

    Poesie ricche di pathos e coinvolgenti. Meravigliosa la poesia “le tue donne” da un paesaggio di figure femminili di carta con descrizioni immaginifiche. L’ultima poesia invece, esprime un pensiero di profonda verità in un lampo, come sapevano fare Caproni e Ungaretti.
    I miei complimenti all’autrice e al bravo traduttore.
    Un caro saluto

  3. anna rogacien agosto 24, 2019 a 9:19 am #

    Bellissime! Grazie 🙏🏻 🙏🏻🙏🏻

    Ottieni Outlook per iOS
    ________________________________

    • Grazyna agosto 25, 2019 a 6:51 am #

      “Znikopis” erano dei “tablet” molto particolari – scrivendo con uno stilo di plastica su superficie lucida che poggiava su base scura, bastava passarci sotto una sbarra (incorporata nel aggeggio) per far sparire i segni.
      Bella traduzione. Grazie.

  4. natipervivereblog agosto 28, 2019 a 1:40 pm #

    Che meraviglia!

  5. almerighi novembre 7, 2019 a 7:10 pm #

    La prima, “Sul Punto di partire” è la mia preferita; la inserirò tra i mie Gioielli Rubati nel domenicale del prossimo 17 novembre, grazie Paolo, per la conoscenza che sai regalare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: