Paolo Statuti: Poesie inedite

3 Ott

Due foglie

In cima al tiglio le ultime due foglie

come due vecchi innamorati

il vento le percuote

ma il loro legame è più forte

sembrano incatenate

resistono perché sono leggere

ma verrà la neve e poi il ghiaccio

diventeranno pesanti

come due pietre

e cadranno…

intorno risonerà soltanto

un sordo “la” e allora un uccello

intonerà per loro il suo canto.

Il tempo

Il tempo è il tempo:

ti prende alla gola

senza soffocarti

ti pugnala

senza ferirti

ti lusinga

e svanisce

temo il tempo

che sempre più somiglia

a un relitto arrugginito

nel profondo gelo

dell’oceano.

1981

Nato con la camicia

80 anni fa…

Forse sono nato con la camicia, forse…

di certo so che avevo occhi

di un azzurro inquieto –

come disse mia madre –

mani destinate a scrivere

e a dipingere,

orecchie sensibili

a parole e suoni…

Ora sono qui

in una camera d’ospedale,

con un orecchio sordo

che cercano di riparare,

e mi giungono ovattate

le parole del medico di turno:

“Come sente, signor Paolo?”

“Sento un fruscio di bosco,

ma non gli uccelli,

sento la brezza marina

ma non il grido dei gabbiani,

sento il mormorio del mare

ma non il fragore delle onde.

“Beh, lei può dirsi ancora fortunato” –

afferma il dottore.

Fuori della finestra

le nuvole scorrono pigre,

al cielo grigio

fa da tappeto

un bosco scuro,

guardo gli alberi

insolitamente immobili –

la quiete prima della tempesta?

I colori dell’Amore

L’Amore è giallo

come l’oro

l’Amore è verde

come il prato

l’Amore è azzurro

come il cielo

l’Amore è rosso

come il fuoco

l’Amore è nero

come una notte

senza luna

e senza stelle.

Norcia

C’era una chiesa a Norcia,

ora non c’è più –

come aggredisce questo non…più!

E’ come una ventata gelida

da una finestra aperta all’improvviso,

come un boato che gela il sorriso,

come una scossa che nel sonno

ti butta giù dal letto.

Guardo le due foto,

prima e dopo:

quella prima non mi dice niente,

quella dopo mi stringe il cuore

e mi costringe a chiudere gli occhi,

perché ora “niente” significa tutto!

Natale 2015

In cielo gli angeli si sgolano

per dire che il Messia è rinato,

ma sulla Terra nessuno li sente:

troppo distratti,

troppo occupati…

L’anima è rimasta sola

e aspetta,

non perde la speranza

d’incontrare anche un solo

caldo sguardo,

sia pure casuale,

d’incontrarlo proprio qui –

sul sentiero della vita:

un caldo sguardo

che ad amare invita.

Aleppo 2016

Aleppo…Aleppo…

perdona se non trovo parole

più fragorose

delle bombe lanciate su di te,

più lamentose

del pianto infantile,

più dolorose della fame,

più lugubri della morte…

Parole per descrivere

la barbarie e la crudeltà

dei tuoi carnefici,

il martirio della tua città,

che guarda ormai soltanto

con le orbite vuote

delle finestre sventrate,

nella polverosa nudità

delle sue macerie…

Ma io, Aleppo, ancora ti sento,

con un filo di voce

dalla tua bocca insanguinata

si leva un grido soffocato:

– Vergogna uomo, vergogna,

dunque per questo,

per questo sei nato?!

Compleanno dilemmatico

Oggi

svegliandomi ho pensato:

è un anno in più

o un anno  in meno?

Be’, dipende dal punto di vista,

ma in fin dei conti

è un anno come gli altri…

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Eppure no:

le campane, gli uccelli, il gallo,

oggi li ho sentiti più vicino –

nel cielo, nel vento, nel giardino,

mi hanno quasi stordito

gridandomi a squarciagola:

“Auguri! Auguri, caro artista!”

Li ho ringraziati con un bel sorriso,

ma nel cuore mi sono chiesto:

è un giorno lieto o un giorno mesto?

(1.6.2016)

La lacrima

La lacrima

è l’unità di misura della sofferenza.

Messe tutte insieme le lacrime

formano un altro mare salato

sulla superficie della Terra.

Esso non si vede ma è molto grande

e ogni giorno è alimentato

da chi soffre,

quale personale tributo

alla stupidità e crudeltà

umana.

Il mio angelo custode

E’ un angelo versatile:

quando dipingo

mi sceglie i colori,

quando traduco

mi suggerisce le parole,

soprattutto i sinonimi.

Quando mi trovo in pericolo

mi salva dal peggio.

Io ho bisogno di lui,

ma anche lui di me –

altrimenti sarebbe

un angelo disoccupato.

Ricordi

Guarda, laggiù c’è una vela che avanza…

Ma no, è una farfalla!

Guarda, laggiù c’è un fuoco che arde…

Ma no, è una lucciola!

Guarda lassù, una stella che cade…

Ma no, è un aquilone!

Guarda come sorride quella bambina…

Ma no, è una rosa!

Senti come canta quel fringuello…

Ma no, è un trillo di Beethoven!

E ora guarda nei miei occhi, cosa vedi?

Ricordi… ricordi… ricordi…

L’amore

E’ la perla che teme di essere scorta

è la rosa che teme di essere colta

è l’onda che teme di essere fermata

è la gioia che teme di essere negata

è il dolore che teme di avverarsi

è il cuore che teme di fermarsi

è tutto ciò che teme di essere stato

solo un bel sogno non realizzato…

Pensando e ripensando

Tutto è cominciato

da Abele e Caino –

il primo ammazzato

il primo assassino

poi da quel momento

un lungo tormento

quante guerre Signore

quanto odio e dolore

è un pianeta impazzito

disperato e smarrito

non sarà mai sereno

tra 1000 anni nemmeno

quindi quando per me

verrà il giorno più arcano

sarò lieto perché

sarò ormai lontano.

Il ponte di Genova

Volevo scrivere una poesia

sul ponte di Genova,

ma può la poesia esprimere

lo sgomento di quei due tronconi

sospesi nell’immenso vuoto,

nell’immenso vuoto dei cuori

infranti da un grido disperato:

Oh Dio! Oh Dio!

No, la poesia non basta,

in questo caso è impotente,

come quel ponte

ucciso dal tempo.

Forse una preghiera…

Natale 2018

Quest’anno

ascolta il Bambinello

costruisci il Natale più bello

con le tue stesse mani

un Natale per oggi e per domani

fallo in modo tale

che resista a ogni temporale

con materiali di qualità

e vedrai che non crollerà

a nessun terremoto

a nessun maremoto

il tuo lavoro non andrà perso

se sarà un Natale diverso

però usa mattoni

di sole buone azioni

il cemento più buono

la calce del perdono

finestre di speranza

porte di fratellanza

legno di pazienza

tegole di riconoscenza

piastrelle di gentilezza

intonaco di carezza

e poi arredalo di amore

e così il Signore

a lavoro ultimato

sarà rallegrato

e con un sorriso speciale

ti sussurrerà Buon Natale

Elogio del pianto

Ho pietà di chi piange per dolore

qualunque esso sia

e vorrei che non piangesse mai

Ma ho pietà anche di chi non piange mai

per altri motivi che non sto qui a elencare

e sono tanti e tutti così umani

Chi non piange mai

è come un gatto che non miagola

un cane che non abbaia

un uccello che non canta

un albero che non stormisce…

Il pianto dà sollievo e pace

è come un orgasmo spirituale…

Che peccato non piangere mai!

La mia vita

Tirando le somme della mia vita
mi ritrovo con un pugno di mosche
e senza insetticida
e senza insetticida

Quante volte penso di far fagotto
e andare in cerca del cuore dell’uomo
ma è come un terno al lotto
ma è come un terno al lotto

Ho rubato il colore dei mattini
e ho dipinto la terra di rosa
ma era piena di spini
ma era piena di spini

Un tempo ho creduto d’essere amato
e d’esser libero come un uccello
ma gli hanno sparato
ma gli hanno sparato

Vorrei ringraziare il sole e la luna
le stelle e la notte che le conduce
ma non ho parola alcuna
ma non ho parola alcuna

Forse anche tu se mi fossi vicina
mi diresti hai la febbre e deliri
prenditi un’aspirina
prenditi un’aspirina

Ma che la gioia non sia una chimera
io spero ancora anche se la speranza
è una vecchia megera
è una vecchia megera.

1982

Colonna di automezzi

Colonna di automezzi

che attraversi furtiva

le vie di Bergamo, di notte,

come timorosa

della luce del giorno

che più non ti appartiene,

seguita dal mondo intero,

ti seguo anch’io col tricolore

negli occhi appannato

dal dolore.

Soffocati dal virus,

respirate ora a pieni polmoni,

increduli ma felici,

ne sono certo!

19.3.2020

Epitaffio

In questo mondo bello e fottuto

ho fatto ciò che ho potuto

e ora che sono morto

vi dirò non a torto

che per niente al mondo

per niente

tornerei tra la gente.

Cos’è la poesia?

Un giorno qualcuno chiese a un poeta:

– Cos’è la poesia?

Il poeta rispose:

– Non lo so.

Allora chiese di nuovo:

– Cos’è per te la poesia?

Il poeta rispose:

– Non lo so.

Allora disse:

– Eppure tu la scrivi!

E il poeta replicò:

– Giusto, io la scrivo, ma non la descrivo.

Io

Io sono il corpo

con la perfezione

sono la mente

con la creazione

io sono l’ape e la formica

che lavora per la vita,

io sono parte dell’eternità

io sono parte dell’infinito

ma perché ? –

non l’ho capito

e posso solo pensare

e constatare

che “naufragar m’è triste

in questo mare”

10 agosto

È notte,

apro la finestra

e guardo il cielo,

così provocante e immenso,

e chiudo subito gli occhi

incredulo e sgomento.

Ho una spina nel cuore

e mi chiedo:

perché questo segreto splendore?

perché è così spaventoso,

perché provo paura

guardando il firmamento?  

Perché questo beffardo enigma

che non comprendo,

non comprendo?

Natale 2020

Quest’anno il Natale

non sarà tradizionale

verrà con la mascherina

spruzzato di amuchina

hai paura di farlo entrare

perché non vuoi rischiare

la Grotta è stata chiusa

a tutti sarà preclusa

se bussi nessuno ti aprirà

ma una vocina risuonerà:

quest’anno verrò io da voi,

accoglimi come puoi,

ma sii pronto per favore

per un tampone di amore

e prepara il suo vaccino:

un sorriso e un bicchiere di vino!

Beethoven. Quartetto op. 130

Oggi ho ascoltato il quartetto 13,

l’avevo sempre rinviato

quasi temendo la rivelazione

di un triste segreto.

Insieme con le note ho sentito

le sue parole.

C’era molto della sua vita

e ogni tanto ripeteva

“ero sono sarò con voi per sempre”.

Quando sono arrivato alla Cavatina

abbiamo pregato insieme,

come faccio sempre coi suoi Adagi.

Quando l’ascolto è terminato,

dopo l’emozione della Grosse Fuge

mi sono avvicinato a lui

e l’ho ringraziato a lungo,

non ha sentito le mie parole

ma ha capito e mi ha sorriso,

scotendo la sua criniera leonina

e illuminando la mia anima

con la luce dei suoi occhi.

Poi si è allontanato.

L’ho seguito a lungo con lo sguardo

e ho pensato:

Gigante-Angelo,

Angelo-Consolatore!

19.12.2020

L’astronomo

Diceva sempre

voglio un’altra stella

voglio un altro pianeta

cercava ciò che non vedeva

che c’era o non c’era

chiedeva la sua mente

e intanto il cielo splendeva

e rideva indifferente

e rideva anche lui…

inconsapevolmente.

* * *

Quando a volte esco da me stesso

mi siedo all’ombra di un cipresso,

converso con gli alberi fratelli

e ascolto il coro degli uccelli,

come fosse di Bach una cantata

e in tal modo passo la giornata.

Intorno vola isterica una farfalla

che ora fugge e ora balla,

e il bombo tozzo e peloso

ronza e dei fiori è geloso.

Ma il momento più bello è quando

tutto cambia come per incanto

e la luce non è più così spavalda,

il sole cala e meno riscalda,

ma il cielo tutto a un tratto

tinge di rosso scarlatto.

Allora gli uccelli tornano ai nidi

e Bach ripone i suoi spartiti.

Io lascio il cipresso a malincuore

e torno là dove contano le ore.

L’ombra del tiglio

Non è un’ombra

ma una carezza

non è un’ombra

ma un dolce pensiero

non è un’ombra

ma una lieve brezza

che dà refrigerio

non è un’ombra

ma un quadro sereno

non è un’ombra

ma una fanciulla

distesa sull’erba

le sue gambe e il seno.

Foglie

Foglie d’autunno – in agonia,

foglie d’inverno – defunte,

foglie disperse nella via,

foglie bruciate e ridotte in polvere,

polvere che respiro,

che a primavera rinasce in foglie,

e con loro rinasco anch’io.

Foglie 18 carati

Ancora qualche mattino

lascerò l’oro in terra

nel mio giardino,

per sentirmi un tuo più ricco figlio,

o natura prodigiosa,

dopo la provvista di smeraldi

che mi ha donato il tiglio,

dopo il sorriso dell’ultima rosa.

Janusz Korczak

Una calda giornata d’agosto

Treblinka aspettava

di angeli un trasporto,

angeli senza ali e ancora ignari,

sporchi, affamati,

ma non erano soli,

li guidava l’Uomo

che li amava più della sua vita…

Volarono in cielo tutti insieme,

lasciando sulla Terra

una gloriosa memoria

e un’infamia infinita.

La fanciulla bianca

La morte è una fanciulla

che ti conosce dalla culla.

Quando sei nato,

era vestita di bianco,

ti ha sorriso e

s’è messa al tuo fianco.

Ti ha sussurrato:

“Sarò sempre con te,

nel bene e nel male

,fino al tuo funerale.”

In vita non la vedrai,

neanche un istante,

ma è allegra e gentile,

e sempre elegante.

Dal suo volto traspare

la voglia di baciare…

E quando un giorno

bacerà anche te,

accoglila con cortesia,

non chiederle perché,

non decide la morte –

lei fa soltanto

ciò che vuole la Sorte.

Un pianeta di matti

Intorno a noi e assai più lontano,

dove il silenzio regna sovrano,

giunge l’eco dei nostri cannoni,

che a tutti gli astri rompe i coglioni

e dicono scocciati, esterrefatti:

“E’ proprio un pianeta di matti!

Non riescono a vivere in pace,

anche se giurano che piace;

sono solo un granello, un granellino

e fanno sempre tanto casino!”

E Iddio li ascolta e pensa sconsolato:

“Forse qui qualcosa ho sbagliato…”

BUON ANNO

Ieri ci ha lasciati il ’21

sospirando: “non mi avrà più nessuno!”

Ed è nato il ’22

per le mie sorti e per le tue.

Gli ho detto: “cerca di fare il bravo,

porta solo pace e consolazione.”

Sorrideva mentre lo pregavo

e mi ha risposto: “ci proverò,

ma per male che vada,

a lungo non durerò,

tra un anno sarò anch’io giudicato

e finirò nel calderone

del tempo andato!”

La poesia per tutti

Sogno una poesia

che per tutti sia

come un chiaro messaggio

che infonde coraggio,

che sia come una carezza,

un’ancora di salvezza,

una luce accesa,

una lieta sorpresa,

non un testo contorto

ma gioia e conforto,

che sia pure un tuono,

se riconosci il suono.

Sogno una poesia

che sia semplice e buona

come profumo di pane,

che piace sempre,

anche se non hai fame.

E allora, cari poeti,

sappiate che la Poesia

aspetta ed è paziente,

non corre a riempire i fogli

come per un bisogno urgente

e – attenzione! –

ricordate ogni tanto

che la Poesia nasce soltanto

dall’Ispirazione!

I miei pennelli

Ogni tanto guardo

i miei pennelli

trascurati

come uccelli

volati via

che han lasciato

un’impronta

e quando l’alba arriva

o il sole tramonta

a loro mi rivolgo

con simpatia

e con una promessa:

amici cari

arnesi dell’anima mia

prima o poi

ancora vi terrò

tra le mie dita

la mia storia con voi

non è ancora finita.

Preghiera

Mio Dio,

Padre addolorato

di ogni soldato

che oggi uccide suo fratello,

lo so, non è quello

che Tu vuoi

dai figli Tuoi.

Ti prego allora,

illumina le menti

in questi tristi momenti,

fa’ capire loro

che sparare è odiare,

che un sorriso

vale più dell’oro,

che una stretta di mano

non è un gesto vano,

e che un abbraccio fraterno

scongiura l’inferno.

Fa’ che sulle ucraine

dorate biade

soffi un eterno vento di pace.

Mio Dio,

Ti prego con tutto il cuore,

fa’ cessare tanto dolore!

Giovedì Santo 2022

Quest’anno Giovedì Santo

fa così rima con pianto! –

Pianto in chiave di basso

e in chiave di violino,

in chiave di mamma e di bambino.

La Croce di Cristo

si è centuplicata in terra ucraina,

così insanguinata.

Tra le rovine,

anche le anime dei morti

cercano pace e conforto,

e chiedono: perché

tanto dolore, o Dio risorto?

E risponde loro immediato

della follia umana

un cupo boato.

Intorno si sente

lugubre e insistente

il feroce ghigno

del Maligno!

(C)by Paolo Statuti

6 Risposte a “Paolo Statuti: Poesie inedite”

  1. Francesco ottobre 3, 2017 a 9:33 PM #

    Questa è poesia piena di vita vissuta, di energie pulsanti e pungenti che scandiscono il tempo e aprono orizzonti alla riflessione. Questa è quel genere di poesia che amo, una poesia capace di raccontare, di cantare e risvegliare, un po’ dolce e musicale a volte ironica che, mette piacevolmente insieme le percezioni sensoriali ed empatiche.

    Un abbraccio

  2. Paolo Statuti ottobre 4, 2017 a 5:29 am #

    Infatti, caro Francesco, cerco di lasciare qualche mia testimonianza di vita su questo stupendo e al tempo stesso folle pianeta. Grazie e un caro saluto.

  3. giorgio linguaglossa ottobre 4, 2017 a 8:27 am #

    Complimenti caro Paolo Statuti

  4. Paolo Statuti ottobre 4, 2017 a 10:15 am #

    Grazie Giorgio, ricevuto e catalogato tra le gioie. 🙂

  5. ANNA VENTURA ottobre 6, 2017 a 9:53 am #

    Poesie profondamente sincere, perchè sincero è il dolore.Ma resisteremo, usque ad finem.

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