Mary Stevenson: Le impronte dei piedi sulla sabbia

22 Lug

 

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Le impronte dei piedi sulla sabbia

 

Care amiche e cari amici del mio blog, forse questa celebre poesia di Mary Stevenson, da me tradotta dall’originale inglese, darà un po’ di conforto e di forza a chi di voi ne avrà bisogno.

Le impronte dei piedi sulla sabbia

 

Una notte ho fatto un sogno.

Passeggiavo sulla spiaggia insieme al mio Signore.

Nel cielo buio balenavano scene della mia vita.

Ad ogni scena vedevo due paia d’impronte sulla sabbia,

due appartenevano a me e due al mio Signore.

 

Dopo l’ultima scena apparsa davanti a me,

ho riguardato le impronte sulla sabbia,

e ho visto che molte volte lungo il cammino percorso,

specialmente nei periodi più tristi e deprimenti,

c’erano soltanto due impronte di piedi.

 

Questo mi turbò e chiesi spiegazione al Signore.

“Signore, quando ho deciso di seguirTi, Tu hai detto

che avresti sempre camminato con me. Ma ho notato

che nei momenti più tristi e burrascosi della mia vita

c’erano soltanto due impronte di piedi. Non capisco,

quando avevo più bisogno di Te , Tu mi hai lasciato.”

 

Egli sussurrò: “Figlia mia diletta, io ti amo e non ti lascerò mai,

mai, neanche nelle tue croci e nelle prove più dure.

Quando hai visto soltanto due impronte di piedi,

era quando ti portavo sulle mie braccia.”

 

(C) by Paolo Statuti

 

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4 Risposte to “Mary Stevenson: Le impronte dei piedi sulla sabbia”

  1. Francesco luglio 22, 2016 a 6:35 pm #

    è una poesia che sfiora l’intensità spirituale di una preghiera. La forza del Signore ci guida e non ci abbandona. Grazie Paolo per questo momento “d’incontro”
    Francesco

  2. Paolo Statuti luglio 22, 2016 a 6:53 pm #

    Caro Francesco, il mondo ha sempre avuto bisogno di consolazione, di aiuto spirituale, ma ne ha bisogno soprattutto oggi. Frère Roger, qualche anno prima di essere assassinato, mi scrisse queste parole: “In Lui, il Cristo, noi sappiamo dove riposare il nostro cuore”.

    • ANNA VENTURA luglio 23, 2016 a 6:43 am #

      Splendida poesia, questa di Mary Stevenson: è più che una preghiera; è un atto di amore e di gratitudine.La copierò sul mio zibaldone, per sentirla più mia.

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