Joanna Drażba (1971-1995)

13 Lug

 

 

Joanna Drażba

 

 

Nel grande giardino della Poesia ci sono fiori che vivono a lungo, altri che vivono meno, e altri ancora che appena sbocciati muoiono. Uno di questi ultimi era senz’altro Joanna Drażba, stroncata a soli 24 anni da un male incurabile. Dotata di una natura artistica, ricca di fascino e di sogni, ha lasciato una raccolta di poesie e di pensieri – Dietro il paravento delle palpebre, pubblicata a Poznań nel 1999 e subito esaurita. E’ un diario della sua malattia. In esso la giovane poetessa si pone molte domande, alle quali non trova risposta. In modo semplice e spontaneo descrive la sua sofferenza, i sogni di qualcosa che alle persone sane possono sembrare assurdi. E’ un libro che induce alla riflessione. Da questa raccolta ho scelto e tradotto 5 poesie.

 

Poesie di Joanna Drażba tradotte da Paolo Statuti

 

La lacrima

Clop…è scesa. S’è frantumata contro il reale.

E scorreva così tranquilla sul viso.

Sul viso senza espressione, trasparente.

Ma silenzio! L’anima della nebbia ancora sogna.

 

Clop…è scesa. S’è infranta contro la realtà.

Era troppo  debole, etereamente delicata.

L’ha impaurita la foschia del futuro sognato.

Essa è puerilmente serica e lunare.

 

Clop…è scesa. S’è scontrata con la verità.

La lacrima che cerca felicità e sostegno

ma incontra uno sdegno spietato

e intolleranza, indifferenza. Teme lo scontro.

 

 

 

Clop…Oh no! Ora nulla più scende.

Niente lacrime. Troppo deboli per la realtà.

Hanno capito che non possono aiutare,

in silenzio conservano il loro carattere

 

Non c’è più niente che possa scorrere sul viso.

Niente lacrime che rifrangano i raggi del mondo.

Nemmeno forze per piangere. Ognuno pesa il suo valore

e toglie i pesi. Ma forse la bilancia è guasta?

 

20 febbraio 1987

 

*  *  *

aspettare

è cogliere i boccioli dei fiori

rossi nudi

aspettare il loro

innocente compimento

in fiore

nudi avvolti nella rugiada

della nostalgia

battono la palpebra gelata

a qualcuno

che si aspetta

 

la piccola piccolina attesa

la grande campana della speranza

batte il ritmo della disperazione

ravvolto in un enigma-ragnatela

 

cominceremo a esistere

come giorni settimane

come granelli di sabbia non versati

nella clessidra della passione

ci stringeremo le mani

che legherà

la stola dei sogni

 

ottobre 1988

 

*  *  *

era piccola

con un velo bianco

camminava sfiorando

il terreno

 

poi è cresciuta

fino al cielo dei sogni

per vedere dall’alto

che la vita

è una sporca locomotiva

impigliata

in rotoli di binari

 

27 aprile 1990

 

*  *  *

l’odore di capelli stregati

formava il sapore

della notte infocata

 

della notte dei primi sentieri

di lunghe parole

di cupi ricordi

 

il vento frusciava dietro la finestra della nostalgia

batteva con le manine

sui vetri dolenti

e anche lui

amava

25 giugno 1990

*  *  *

una signora fuma

sigarette da caffè

beve poco champagne

ha un golfino rosa

 

la signora accanto

batte la palpebra verde

getta una lacrima nel caffè lungo

 

la signora presso la finestra

guarda lontano

 

la signora con un fiorellino all’occhiello

ascolta il fruscio

della cenere scossa

domani parte

sarà felice

 

7 aprile 1990

 

 

 

(C) by Paolo Statuti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 Risposte to “Joanna Drażba (1971-1995)”

  1. antonio sagredo luglio 17, 2016 a 2:42 pm #

    mi piacerebbe saperne di più di questa Poetessa, che fa parte delle “schiere delle leggende giovani” come dice Pasternak per Majakovskij. – I versi di questi poeti che muoiono giovanissimi possiedono all’interno già i segni di una morte “necessariamente” prematura… è qualcosa che già notai per Corazzini e per Orten a tanti altri… questi versi dunque dicono di un arrivederci irreversibile… questi poeti già lo sanno e si adeguano senza disperazione ma con rassegnazione “attiva”… non provo pietas né compassione, soltanto un segnale che appena appena si è rivelato deve essere velato per sempre!
    antonio sagredo

  2. Paolo Statuti luglio 17, 2016 a 6:58 pm #

    Grazie Antonio per il Tuo commento, molto gradito come al solito, purtroppo in internet ho trovato poco su questa poetessa, ma cercherò di saperne di più. Ciao

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