Il tiglio

21 Ott

 

Il tiglio nel mio giardino

Il tiglio nel mio giardino

 

Il tiglio più noto della Polonia è senza alcun dubbio quello non più esistente, ma eternamente vivo nelle menti e nei cuori dei Polacchi, vale a dire il tiglio che cresceva a Czarnolas qualche secolo fa, vicino alla casa di Jan Kochanowski (1530-1584), sotto il quale il padre della poesia polacca riposava e scriveva. Il tiglio meno noto della Polonia invece, è quello che si trova da un po’ di tempo nel mio giardino a Chmielno. Cresce a vista d’occhio e ogni anno mi fa sentire sempre più un tesoriere, con tutto quell’oro che ostenta. Potete ammirarlo in questa foto che gli ho fatto oggi. Per rendere omaggio a questo gioiello naturale, i cui fiori hanno il profumo del miele, e che dà il nome al mese in cui fiorisce, cioè luglio (tiglio in polacco si dice “lipa” e luglio – “lipiec”), ho scelto e tradotto proprio la celebre poesia di Jan Kochanowski: “Il tiglio”. Tempo fa ho già pubblicato sul mio blog un profilo di questo grande poeta con alcune sue poesie nella mia versione.

 

Il tiglio

O viandante, sotto il mio fogliame riposa alquanto!

Qui il sole non ti raggiungerà, nemmeno quando

Il suo apice toccherà e i raggi saranno più ardenti,

All’ombra dei miei rami le tue membra distendi.

Qui sempre un fresco vento dal campo sentirai,

Qui degli usignoli e degli storni il dolce canto udrai.

Le api prendono il miele dai miei fragranti fiori,

Il miele che poi adornerà le mense dei signori.

Io col mio sommesso sussurro come un afflato,

A chiunque è con me arreco un sonno beato.

Da me non nascono le mele, questo non l’ignoro,

Ma prendimi come innesto nel Giardino dei pomi d’oro.

 

(Versione di Paolo Statuti)

 

 (C) by Paolo Statuti

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Una Risposta to “Il tiglio”

  1. Steven Grieco ottobre 24, 2015 a 10:10 am #

    Bella poesia, bel post. Il tiglio è importante anche per me. Mi ricorda i periodi da me passati in Svizzera durante l’infanzia (sono svizzero tedesco per parte di mia madre), in cui quest’albero era in tutto e per tutto “Der Lindenbaum”. Poi è diventato per me “tilleul”, poi “lime tree”, e infine anche “tiglio”. Il tiglio è stato anche in qualche modo presente in tre momenti difficili della mia vita. Uno di questi lo ricordo nella seguente poesia (dalla mia raccolta “Maschere d’oro”, Biblioteca Cominiana 1997):

    FIORITURA DEI TIGLI
    Firenze, 1994

    Non teme
    la polvere d’oro nelle vie
    né la dispersione, né la discesa alle cloache

    se solo, nell’ombra grigio-azzurra degli alberi,
    rimane la memoria del profumo di miele –
    alitando in quella tenebra senza rimpianti

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