Bogusława Latawiec

4 Giu

beznazwy

Di questa poetessa polacca nel 2011 la Lithos Editrice ha pubblicato una scelta di poesie in un volumetto della collana est/ovest diretta da Luigi Marinelli. Questa edizione comprende anche poesie di Edward Balcerzan, marito di Bogusława Latawiec. Di quest’ultima presento nel mio blog 5 poesie nella mia versione.

Bogusława Latawiec tradotta da Paolo Statuti

* * *
Dovresti venire dal mare
da dietro quei castagni
tra i quali volano i gabbiani
e si dibatte il vento
Fin qui mi giunge il fruscio del fogliame
come se qualcuno balbettasse
contro un’ondata d’aria
come se fuggisse le parole
Dovresti venire da dietro gli alberi
chinato appena
col vento alle spalle
e allora l’intero calore
delle castagne non ancora sgusciate
sarebbe qui con noi
in questa fredda stanza da cui si vede il mare

Sopot, ottobre 1988

Bach e la lepre

Dietro la filarmonica
di Filderstadt
cresce un cavolo
In esso una lepre
Alle spalle ha il bosco – la sua parete di musica
Accorda le orecchie
secondo il vento e la terra, secondo una foglia
e la strada
che batte i tamburi delle gomme
Al crepuscolo Bach uscì d’impeto
dalla finestra
Batté il pugno sul campo
E allora quello nelle orecchie
e nelle zampe tutto
gridando
colpì l’aria
come archetto di fuoco
e suonò

Filderstadt, Poznań, novembre 1994

A mia madre

Riuscirò ancora a vederti
in questa fotografia color seppia
di decenni orsono
come semplice ragazza
che corre tra i fiordalisi
e non stelo curvato
che cresce nell’afa
nel grande fuoco
col mio nervo denudato?

Chiedo a te che non ci sei
benché sempre china
ostinata culli un vuoto nero
credendo che sia sempre io:
La tua propria
la più luminosa
luce
apparsa nella vita

Ci incrociamo sempre lontane
sia nell’aria che sulla terra

Krajkowo, agosto 2004

“La chiave dei campi” di Renè Magritte

Una quercia dal campo
calda come il tuo respiro
sul mio collo
ha frantumato il vetro, ha fatto irruzione
Sul pavimento grondando aghi vetrosi
riverberi, riflessi
cambia secondo i casi del vento
le sue vecchie e nuove foglie
credendo che la magia del vetro, l’improvvisa presanellafinestra
moltiplicherà il suo verde
lo libererà dalle radici
e dal nero terrore della terra

Poznań, febbraio 2007

Sotto il piede

La vita inciampa nella terra
nel ponticello
sulla sorgente

Coloro che sanno
dove la memoria finisce
e di quali aghi si coprono i boschi
quale cucitura là si svolge
non da ricucire – tacciono

Il tempo si culla di barca in barca
un filo, una traccia, la rete gettata
ma quando con essa si pesca
soltanto una luce esangue
anziché la carne del pesce
resta nelle mani

E in basso il ponticello da percorrere (sempre lo stesso)
sopra la sorgente (che non c’è)
benché la senta e risenta
sotto il piede

Krajkowo, luglio 2012

(C)by Paolo Statuti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: