Lev Alexandrovich Bruni

10 Mar
Lev Alexandrovich Bruni

Lev Alexandrovich Bruni

Autoritratto

Autoritratto

 

   Nacque il 20 luglio 1894 a Malaja Vishera nella provincia di Novgorod. Discendeva da una famiglia di illustri pittori, tanto che scherzosamente egli diceva: “Nelle mie vene scorre l’acquerello, anziché il sangue”, e da bambino era convinto che “tutti fossero pittori”. Senza dubbio era un acquerellista nato, conosceva tutti i segreti di questa bella e difficile tecnica.

   Negli anni 1896-97 si salvò miracolosamente da una forte meningite, in seguito alla quale divenne strabico, mentre negli anni della scuola ebbe una  grave scarlattina che gli provocò la perdita parziale dell’udito. All’età di 14 anni s’invaghì della pittura. Frequentò come uditore gli studi di J. F. Zionglinskij e di F. A. Rubò (1910-11), la classe di N. S. Samokish (1913-16). Negli anni 1912-13 studiò all’Accademia Julian a Parigi, frequentando lo studio di Jean-Paul Loran.

Nel 1915 il suo quadro “Arcobaleno” fu creato sotto l’influenza delle antiche icone  e al tempo stesso di una delle nuove correnti dell’arte europea – il cubismo. I vigorosi semplici volumi, la composizione rigorosamente equilibrata, i forti contrasti di colori densi e saturi – rosso e verde, blu e giallo – tutto indica l’aspirazione del pittore a riprodurre non tanto la viva natura, quanto a trovare una generale immagine di pacata grandezza e di forza. Negli anni successivi Bruni disegna senza sosta con un tratto leggero di matita le persone a lui vicine in pose disinvolte, le ballerine durante le prove, dipinge la natura attraverso delicati e trasparenti acquerelli, rendendone artisticamente la mobilità, illustrando il tremito dei rami e delle foglie al vento.

   Nei suoi acquerelli, che si trovano anche alla Galleria Tret’jakovska a Mosca, non succede niente, o meglio – succede ciò che è più importante: gli alberi si piegano sotto il peso della prima neve, brillano soltanto i tetti lavati dalla pioggia, la luce solare filtra attraverso il fitto bosco…Tutto è unico, bello, animato e fragile.

   Nel 1923 il pittore si trasferì a Mosca. Nel suo studio sul lungofiume dell’Università si svolgevano periodiche serate che diventarono un evento nella storia della cultura russa. Di esse ora si parla come del circolo di letteratura e pittura dell’Appartamento n. 5. Vi partecipavano regolarmente i pittori Al’tman, Miturič, Tyrsa, i poeti Mandel’stam, Kljuev, Bal’mont, il compositore Lur’e, il critico Punin. A volte nell’Interno n.5 si vedevano anche Majakovskij, Chagall, Chlebnikov, Rozanov, Tatlin…

   Un posto a parte nella creazione di Bruni occupa l’arte monumentale. Dal 1935 fino alla morte, il pittore diresse la cattedra di pittura monumentale presso l’Accademia di Architettura dell’Unione Sovietica.

   Morì a Mosca il 26 febbraio 1948. Nella grigia e fredda atmosfera del “realismo socialista” degli anni  ’30-’40 la sua arte animata e serena fu come un’isola di creazione poetica.

 

(C) by Paolo Statuti

 

Alcuni quadri di Lev Alexandrovič Bruni

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