Olga Celuch

17 Gen

Poesie di Olga Celuch

 

Ossessione

Fotografo…

Incido…

Taglio…

Incollo…

Disegno…

Scrivo…

Devo fermare il tempo!

Voglio immortalare il mondo!

Devo imprigionare le emozioni!

Per liberare me stessa…

(gennaio 2003, Varsavia)

Pensieri

Pensieri instancabili

mi galoppano per la testa

Qualcuno insegni

ai cavalli

a dormire sdraiati

e ai miei pensieri

a riposare

nell’oscurità

della notte irriflessiva…

(febbraio 2003, Varsavia)

Sognando un fiore

Mi addormento

accogliendo sulle mie

le tue labbra

che non mi hanno baciata mai!

Chiudo gli occhi…

disegnando ogni tuo sguardo

che si posa su di me leggero.

Sogno un fiore sbocciarmi dentro

che non sarai tu a cogliere…

(febbraio 2003, Varsavia)

Il gelo

 La notte profuma di neve

Il gelo posa le stelle

sul vetro…

Che cosa mi scriverai oggi

col magico codice

del silenzio?

 

(gennaio 2003, Varsavia)

 

Il domatore di emozioni

 

Per scrivere poesia

bisogna vivere…

bisogna essere…

       anormali?

       squilibrati?

       estremamente felici!

       patologicamente infelici!

Annegare nei dubbi!

 

Soffocare nelle passioni!

Bisogna vivere!

Bisogna essere…

       privi d’un naturale

       domatore di emozioni

       cerco

       con urgenza

       la normalità!

 

(agosto 2007, Varsavia)

 

 

 Il giardino quasi a primavera…una nuova vita…

 

Dal cielo

Ancora grigio

Il sole spruzza

Allegri raggi

Annaffia il mondo

La speranza

Rinasce dopo il freddo…

Il venticello semina…soffia…

Sfiora anche me

Una nuova vita

Seme dopo seme

Presto fioriranno

Colorando il mondo

Con una piena di sorridenti sapori

Con un mazzo di rianimanti odori

La speranza

La nuova vita

Un inno canteranno

Gli uccelli

Sotto i riflettori del sole

Nell’azzurro anfiteatro del cielo

Scene di verde

Fresco in modo naturale!

Quanto amore

Sboccerà!

Quanto da un nuovo seme!

Quanto da un gambo irrigidito dal freddo

Del tempo trascorso!

Rifiorirà

Con nuova forza

Con nuova vita…

 

 Un granello di attimo

 

Granello dopo granello

Attimo dopo attimo

Si crea la vita

Deserto sconfinato

Visto erroneamente

Dove la fine c’è

Benché invisibile agli occhi

Di quelli che viaggiano ancora!

Io amo questo viaggio…

Lo faccio con passione!

Raccolgo un granello

Da qualche duna

Uno dal deserto

Tre da un’oasi

Li chiudo nello scrigno dei ricordi

E li guardo e riguardo ogni tanto

E io stessa non so più

Cos’era la vita

E cosa un miraggio

Un desiderio un’attesa

Un frutto della mia sfrenata fantasia…

 

Canto del mare

 

La musica suonata

Dal vento sugli ormeggi

Accompagna il canto del mare

E poi un applauso…

Batte l’acqua

Sul fianco della nave

In questo anfiteatro

Di una indimenticabile notte scura

 

Per quell’unico

                                           Dedico questa poesia a quell’unico che

                                    troverà la chiave del mio cuore

 

Ogni sospiro

Un brivido d’emozione

Un pensiero e una parola

Tinta del rosso d’una rosa

Pensata

Detta

Scritta da me

Nello spazio della mia vita

Non importa in quale

Da quale tappa è nata

Perché tutte le dedico

Soltanto a Te – Unico!

E così ormai sarà…

Come se tu fossi il mio primo

E voglio credere l’ultimo

Mio vero respiro!

Da quando appartieni al mio cuore

Tutto ciò che soltanto…

Porta il profumo delle rose

Il pensiero sbocciatomi dentro

La parola da me espressa

L’attimo eternato dalla

Mia penna…

E’ nato esclusivamente

Grazie a Te…

Su di Te…

Per Te…

Le tue labbra

 

Ti bacio

anche se non

conosco affatto

il sapore

delle tue labbra…

dei tuoi baci…

Non posso neanche

contare su di essi nel sogno…

nella sequenza dei ricordi…

Quando chiudo gli occhi,

Quando non sei con me,

Quando m’ingoia la solitudine…

con dolore ruminando ogni

alba e ogni tramonto

Vedo soltanto

la vetta del Grostè

riflessa nei tuoi googles

sotto

scritti dalle

tue labbra

in un sorriso…

*  *  *

Non sono mie poesie,

ma attimi e pensieri,

emozioni e passioni,

sussurrate coi sassolini

nel ruscello delle parole.

Scritte, perché non annegassero

nel mare del tempo,

perché non evaporassero dalla nebbia

della vita.

 

 

 

   A Olga ho dedicato questa mia poesia

 

Il vecchio albero e il fiore

                                                       A Olga

Vedi, cara?

La mia corteccia è già crepata

come argilla arsa dal sole,

il sole che ho tanto amato

pur essendomi così lontano…

Nella mia lunga vita

ho visto tanti fiori

intorno a me,

ma non tutti mi apprezzavano,

non tutti mi amavano,

e nessuno era come te

che senti tra i rami

il mio cuore pulsare

e vedi con le foglie

i miei versi vibrare.

Ti ringrazio,

come la vela ringrazia il vento

che ancora la spinge sull’onda

verso l’ultima sponda.

 

 

 

 Olga Celuch in un ricordo di Paolo Statuti

 

    

Olga Celuch

Olga Celuch  

Questa poetessa esuberante, bella e sensibile, che prometteva molto è prematuramente scomparsa a Varsavia il 5 giugno 2010, stroncata da un male incurabile. Era nata nella stessa città il 7 gennaio 1980. Eravamo molto amici, veri amici, la nostra era un’amicizia fondata soprattutto sulla poesia e sulla pittura. Conservo di Lei un bellissimo ricordo.

Nel 2010 nel numero 78 della rivista polacca “Poesia oggi” sono apparse 12 poesie di Olga con un breve commento firmato da Daniel Zych. Eccolo nella mia traduzione: “Cos’è la poesia di Olga Celuch?… Forse un modo di rivelare la sensibilità e la capacità di meditare sul mondo? Più di tutto mi piacciono le sue miniature, che definirei flash poetici. Sono brevi lampi che illuminano la realtà, attimi di riflessione sulle stranezze del mondo, sui suoi misteri, sui sentimenti. E’ una poesia insolitamente emotiva, la poetessa assorbe il mondo sensualmente e lo vive in modo molto affettivo. In modo originale rivela anzitutto il fenomeno dell’amore. Ed è sorprendente che lo faccia non solo nella lingua polacca, ma anche in quella italiana”.

Aggiungo qui che Olga conosceva molto bene la nostra lingua per aver trascorso diversi anni in Italia frequentando la scuola italiana.

Sempre nel 2010 la casa editrice “Wydawnictwo Książkowe IBIS” ha pubblicato la sua prima e ultima raccolta di poesie intitolata “Raccontami di te…”

 

 

 

 

     (C) by Paolo Statuti

 

https://musashop.wordpress.com/

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