Due sorrisi a confronto – Mona Lisa e Agatha

14 Mag

Con questo mio post intendo fornire agli studiosi uno spunto per un approfondimento di questo suggestivo confronto. Leonardo da Vinci dipinse “Mona Lisa” (77×53) tra il 1503 e il i506. Jan van Scorel dipinge la sua compagna Agatha van Schoonhoven (38.3×27.1) nel 1529. Non è escluso quindi che conoscesse il quadro di Leonardo. Si è scritto molto sul furto della “Gioconda” all’inizio del XX secolo, ma non tutti sanno che anche il ritratto di Agatha, che si trova nella Galleria Doria Pamphili a Roma, fu rubato da un ladro vestito da frate, che lo sostituì con una copia (ora conservata al Museo di Criminologia a Roma), per farla ritrovare poco dopo. Il sorriso della Gioconda, definito “il sorriso di tutti gli enigmi”, questo suo fascino malinconico e forse anche leggermente civettuolo, mi sembra di ritrovarlo nel sorriso di Agatha, anche se apparentemente esso sia meno  sibillino. Sono due sorrisi appena abbozzati, come se le due dame avessero una certa riluttanza a svelare i propri sentimenti. Il sorriso della Gioconda è  il massimo della  enigmaticità, c’è più da capire, da scoprire rispetto al sorriso di Agatha. Potrei dire che quello della Gioconda è un sorriso divino, mentre quello di Agatha è forse più umano, più intuibile. In ogni caso entrambi i ritratti sono l’opera di due grandi pittori e meritano di essere ammirati e studiati, sia dal punto di vista pittorico che psicologico. Queste sono le mie impressioni, voi che ne dite?

(Paolo Statuti)

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Una Risposta to “Due sorrisi a confronto – Mona Lisa e Agatha”

  1. antonio sagredo novembre 26, 2012 a 3:59 pm #

    Quello di Agata è un sorriso a un quarto, quasi obliquo, e gli occhi guardano qualcosa/qualcuno di preciso; quello della Gioconda è frontale e si ha la sensazione di una sfida, poi che non guarda qualcosa/qualcuno di preciso: non guarda affatto, è come astratto,
    è una sensazione direi vana; più importante del sorriso che non c’è, sono le mani che mio attirono, come sono poste: perché la destra è sulla sinistra? e non il contrario; il braccio siniostro sembra malato, sofferente; e il sorriso è legato alle mani, forse è meglio dire il contrario: sono dunque le mani a detrminare quel sorriso che non è! E dunque non delle labbra, ma degli occhi… che sono questi a sorridere! hanno compassione per chi la guarda, e sembrano dire sorridendo: che guardi ancora! Quindi è un monito, una sorta dio minaccia dolce, ma decisa. Lo sguardo di Agata è anch’esso dal pollice, se non perché è in quella posizione? è sollevaqto in alto: tutto il contrario della Gioconda.
    Le due donne esprimono cose diverse, non guardano nè vicno né lontano: pensano soltanto, forse la lontananza che non vede loro affatto!

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